Oggi condivido con te una riflessione che ho fatto quando ho letto l’intervista dell’attrice Blake Lively, donna stupenda e ricca di talento, quando ha raccontato che si è trovata in una situazione di disagio dopo la gravidanza perché  non riusciva a trovare abiti che la facessero sentire bene.

Conosco bene quel senso di insicurezza che insorge quando il mio corpo non si adatta  ai vestiti che tanto mi piacciono. Prima c’è l’innamoramento, poi la ricerca della taglia, poi la prova che si conclude spesso con lo sconforto. E purtroppo non succede solo post gravidanza come Blake e nonostante io abbia una corporatura assolutamente normale. Stralcio di schermata

Per anni non ho indossato abiti proprio per evitare la sgradevole sensazione di sentirmi inadeguata: o erano giusti sui fianchi ed erano larghi di vita oppure, se in vita andavano anche bene, nei fianchi proprio non c’era verso di entrarci.

Sai quando ho iniziato a indossare i vestiti? Ho iniziato ad indossarli da quando cucio. La sartoria su misura mi ha fatto cambiare prospettiva, e non è poco.

Ho capito che non è colpa del mio corpo se il vestito non va bene bensì è il vestito che si deve adattare al mio corpo. Per me è stata una vera e propria liberazione.

Converrai con me che ogni donna merita di sentirsi bella con qualsiasi cosa voglia indossare a prescindere dal numero sulla bilancia ma ha anche il diritto di trovare ciò di cui ha bisogno senza doversi accontentare e i vestiti su misura fanno proprio questo: la donna e l’uomo sono al centro e il tessuto ricopre i loro corpi valorizzandoli.

Non importa che tu sia reduce dalla terza gravidanza come Blake Lively oppure che tu sia una 38 o una 52,  il su misura non è solo uno sfizio ma è un modo di vivere, un modo di volersi bene. E io mi voglio bene.

Tu hai mai provato un capo su misura?

Lo proveresti?

 

Ciaoooo,

Sara

 

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