Ma l’hai fatto tu?

Non avete idea di quante volte mi viene posta questa domanda da chi mi conosce e sa che cucio. Le persone, quando mi  incontrano, spesso sono attratte e incuriosite da ciò che indosso e, anche se non sempre danno voce a ciò che pensano, i loro sguardi la dicono lunga. Alla mia risposta affermativa, solitamente di rimando ho l’esclamazione “Come sei brava!” e “Come sei fortunata a saper cucire”.

Grazie, un complimento sincero fa sempre piacere! Ma ci siamo mai chiesti cosa c’è dietro alla bravura e alla fortuna del saper cucire? Ebbene ci sono molte cose.

 

Innanzitutto c’è un percorso di studi che, per quanto mi riguarda, parte da una laurea in scienze politiche a Milano e un master in economia a Varese. Poi ci sono anni di corsi di sartoria,  c’è lo studio continuo sui testi di modellistica  e sui testi di tecniche sartoriali. C’è lo studio a tavolino di un nuovo modello, lo studio del tessuto, lo studio del connubio modello+tessuto. Lo studio e la sperimentazione di una tecnica nuova. Mi piacerebbe fare nuovi corsi per migliorare sempre di più ma, per ora, il tempo e gli impegni non me lo permettono.

C’è un percorso lavorativo multidisciplinare, a tratti faticoso, a volte a zig zag ma anche stimolante, che mi ha permesso di sviluppare tante competenze non collegate direttamente alla sartoria, ma che ora fanno parte del mio bagaglio culturale e sono fuse nel mio essere e nel mio modo di pensare e ragionare. Ad esempio, se ora sto scrivendo su questo sito…è anche grazie il mio percorso lavorativo passato.

C’è voglia di fare, tanta voglia di fare, incontenibile voglia di fare. Una carissima amica, sostiene che questa mia caratteristica metta in luce le mie origini venete. La mia necessità di creare, è un qualcosa di tangibile, a cui devo dare sfogo per sentirmi bene e soddisfatta. E ciò costa tempo, fatica e lavoro. “Nulla si fa sa solo” è una delle frasi che ritengo più vere. Facendo, però, si sbaglia. E’ inevitabile. E rimediare costa tempo, fatica e lavoro.

C’è il rischio di mettersi in gioco e la consapevolezza di sottoporsi, volenti o nolenti, giudizio degli altri. E questo non sempre è positivo, anche se non è espresso a parole.

C’è un costo in termini economici. I corsi, i testi, le attrezzature, i tessuti, i materiali costano.

Thomas Edison diceva:

Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% sudore

E voi, quanto siete fortunati??!?