Visto l’apprezzamento che avete espresso per il post di poco tempo fa Saper cucire: quando la fortuna non c’entra, ho deciso di farlo diventare il primo di un mini diario che racconta il dietro le quinte della mia passione per il cucito e la sartoria.  Insomma, un po’ come se ci trovassimo a bere un caffè per chiacchierare dell’argomento. Mi piacerebbe tanto farlo con il vostro aiuto,  per affrontare gli argomenti giusti e rispondere alla vostra curiosità….quindi se avete domande da farmi o curiosità che volete sapere, lasciatele nei commenti in fondo al post. Per coloro che  non amano scrivere online o lasciare commenti pubblici (anche io ero così prima buttarmi, quindi non preoccupatevi), scrivetemi tranquillamente in privato ad info at spilliepennelli.it.

Ma ora iniziamo con un’altra domanda che mi fa chi mi conosce e scopre che cucio:

Perchè hai imparato a cucire?

Ho imparato a cucire per necessità.

Dovete sapere che amo ricevere ospiti e amo avere una tavola ben fatta. Pongo quindi molta attenzione alla mise en place, che cambia anche a seconda delle stagioni. Il tavolo del mio soggiorno, però, risale ai primi del ‘900 e ha misure non convenzionali, il che ha da subito reso vani la ricerca e l’acquisto delle tovaglie. Per un po’ di tempo ho utilizzato runner e americani, continuando a cercare nella speranza di essere fortunata, ma senza risultati.

Quindi, un bel giorno, mi sono decisa ad affrontare e a superare l’ostacolo.

Innanzitutto mi serviva una macchina da cucire. La prima, che non si scorda mai, era (ed è) una Pfaff Hobby 1122.  Ricordo ancora perfettamente tutto del momento dell’acquisto. Non vi nascondo che qualche dubbio sul reale utilizzo che ne avrei fatto l’avevo, ma fui incoraggiata da mio marito e mi convinsi. Eravamo nel 2011 e la sartoria era lontana anni luce da me.

Iniziai a cucire su pezzi di tessuto, seguendo pedissequamente le indicazioni del negoziante, leggendo qua e là e chiedendo consigli a mia mamma e a chi cuciva già.

Prova, cuci, sbaglia, cuci, no…. è tutto storto!!, riprova, ricuci, fai il primo orlo e la prima tovaglia. Evviva, era ciò che volevo.

Dalle cuciture diritte, il passo verso altre cose un po’ più impegnative è stato naturale. Sono quindi arrivate le decozioni imbottite per Natale, i cuscini per il divano e altre cose poco complesse.

Fino a quando, in un negozio di tessuti, trovai l’avviso di un corso di sartoria poco distante da dove abito. Mi dissi, perché no?

Feci una rapida ricerca su internet per capire bene di cosa si trattasse e, nell’ottobre del 2012, iniziai il primo corso. Da lì  la mia base tecnica iniziò a crescere e nel corso del tempo si è consolidata e incrementata.

Ora cucio abiti e accessori, tutti articoli molto, molto più complessi di ciò che realizzavo i primi tempi, a cui sono comunque legati ricordi di gratitudine e affetto.

Ciaoooo,

Sara