Squilla il telefono.
Rispondo.
Amico – Ciao Sara, (…convenevoli vari…) ho bisogno di te!
Sara – Ah, ciao (…convenevoli vari…) dimmi.
A – Sto cercando un gilet ma non lo trovo come dico io.
S – Ok, ma come lo cerchi?
A – Damascato o fiorato…
S – Scusa?!?!
A – Hai capito bene, devo andare Guča al Festival delle Trombe e con i miei amici abbiamo deciso di presentarci con il gilet. Io però ne voglio uno davvero particolare.
S – Mmmm quanto tempo ho?
A – Parto fra 5 giorni.
S – Ah, beh….me lo dici con largo anticipo, eh?
A – Pensi di farcela?
S – Ci provo, mandami via WhatsApp le misure che intanto lo disegno.

E’ iniziata davvero così, una storia di sartoria del XXI secolo: una telefonata, quattro messaggi con la foto di altrettante stoffe, vari messaggi con le misure, una foto con il modello tagliato e la prova…di persona però.
La ricerca della stoffa è stata piuttosto fortunata  -e meno male, visto il pochissimo tempo a disposizione-. Curiosi? ecco la selezione di stoffe che ho curato personalmente 🙂
Di tutte ne avevo più che a sufficienza, tranne di quella che è stata scelta (una stoffa stampata a mano Made in England), ovviamente…ma è stata giusta giusta. Per la schiena le ho abbinato una fodera marrone, come marrone è anche il filo delle asole.

I bottoni, invece, sono dorati con uno smalto vetrificato rosso.

Per quanto concerne il disegno, ho dovuto sacrificare lo stemma sull’abbottonatura mentre il gioco dei rameggi è simmetrico e l’insieme è piacevole.


Nelle foto che seguono, il gilet è stato indossato dal mio modello preferito (mio marito), a cui va un po’ troppo giusto e corto (per forza, non era per lui…), ma valorizza il capo molto meglio che il manichino!

 

E qui è indossato dal legittimo proprietario in partenza per la Serbia. Scusatemi, la foto non è un granché, ma l’ho scattata di corsa.

Insomma, alla fine ce l’ho fatta! e il risultato finale si aggiudica la palma d’oro del capo più originale che ho cucito!

Ciaooooo,
Sara